MANSFIELD PARK – Jane Austen
Mansfield Park - FOTO COVER - 19.02.16

di Cecilia Novembri
Janeites!! Il 2015, appena concluso, ha ricordato il romanzo forse più amato di Jane Austen “Emma”. Ma c’è un altro romanzo, sicuramente meno plateale di “Orgoglio e Pregiudizio” e meno “capriccioso” di “Emma”, il più sfuggente, e forse proprio per questo il più incompreso e spiazzante dei romanzi austeniani, penso però che la sua bellezza stia nella grande complessità ma anche nella sua profonda diversità rispetto a tutti gli altri romanzi della scrittrice inglese.
Sto parlano di “Mansfield Park”.

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La protagonista è Fanny Price, che viene affidata, ancora bambina, agli zii che l’accolgono nella tenuta di Mansfield Park dove vivono. Fanny cresce insieme ai cugini, malgrado spesso sia infelice, matura con un forte senso della virtù e della compostezza, mantenendo rapporti epistolari con la famiglia.

Considerata la parente povera in un ambiente d’élite Fanny raffronta il proprio modello educativo, fondato sul senso del dovere, l’abnegazione, la virtù, a quello della spregiudicata Mary Crawford.

Diventa osservatrice involontaria dei giochi ed intrecci amorosi tra i Bertram ed i Crawford, non riuscendo a formarsi una buona opinione né di Henry né di Mary Crawford e soffrendo in silenzio per la predilezione che Edmund dimostra nei confronti di Mary.

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Alla fine la protagonista coronerà il suo sogno e sposerà il cugino Edmund, figlio di Sir Thomas, e con lui si stabilirà definitivamente a Mansfield Park.3
Accanto alla vittoria della morale tradizionale nella narrazione si può cogliere un’implicita critica alla cultura del primo Ottocento: Fanny realizza infatti l’ascesa sociale al prezzo della negazione della propria libertà e spontaneità. Con “Mansfield Park”, l’intramontabile scrittrice inglese, dimostra ancora una volta ai suoi lettori una grande modernità.
Il cardine del romanzo di Jane Austen resta sempre il tema dell’educazione femminile!

 

 

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